Poco tempo dopo cominciai a correre un po’ meno su e giù per il teatro e ad ammalarmi di silenzio. Sprofondavo in me stesso come in un pantano. I colleghi mi inciampavano addosso, stavo diventando un ostacolo ambulante. L’unica cosa che facevo bene era lucidare i bottoni del frac. Una volta un collega mi disse: «Sbrigati, ippopotamo!» Quella parola cadde nel mio pantano, mi rimase appiccicata e cominciò ad affondare. Poi me ne dissero altre. E quando ormai mi avevano riempito la memoria di parole come pentole sporche, evitavano di urtarmi e mi giravano attorno per schivare il mio pantano.

Felisberto Hernández, La maschera
in Nessuno accendeva le lampade
Trad. it. di Francesca Lazzarato
La nuova frontiera, 2012