Gli è che non avendo mai amato troppo festeggiare il capodanno, e non essendo più in quella fascia di età che lo considera un obbligo o quasi, e avendo in aggiunta anche due figli in tenera età, e un cane in tenerissima, ieri sera dopo cena mi è venuta l’idea, a famiglia addormentata e a Braulio versato, di riguardare Interstellar dopo la prima e unica visione al cinema del 2014, in modo da poter anche tirare mezzanotte e, alla bisogna, rassicurare il suddetto cane che a svegliarlo non era stata la fine del mondo ma solo l’umana, fessa fascinazione per la polvere pirica e le luci splendenti, e insomma ho iniziato a guardare il film e in poco tempo mi sono reso conto di due cose: uno, che nel 2014 non avevo figli, e ora come detto sì, e già questo bastava a spiegare quanto stavo piangendo, dio bono, ormai sono diventato mia nonna; due, che ogni tanto mi imbatto nei post di quei salmoni che devono far vedere che pinne vigorose hanno, e quindi annaspando ci tengono a far presente a tutti che brutta pippa sopravvalutata sia Nolan, figuriamoci, non vale nulla, non sa raccontare nulla, nulla ma nulla ma nulla.
Poveretti, ho pensato.
Ed era già arrivato il 2026.