Vai piano!, gli diceva la mamma ogni volta che usciva per una corsa.
Mamma, se vado piano tanto vale che non partecipi neanche.
Poi una volta, prima dell’ultima gara stagionale, lei era a letto con l’influenza e non l’ha salutato.
È stata quella in cui è morto, e credo che lei si senta in colpa. Però, conoscendola, sono sicuro che se anche quella mattina gli avesse detto di andar piano adesso penserebbe di avergliela tirata. Tanto, quando succedono cose brutte come queste, un motivo per sentirti in colpa lo trovi comunque.
(incipit di Mio fratello, un racconto inedito pubblicato sulla rassegna stampa di gennaio di Oblique Studio; continua qui)
[update: il racconto è stato poi inserito in Il vizio di smettere]