Per farsi del male può bastare portare a casa due pappagalli e osservare come si insinuano nella propria vita di coppia, provocando sospetti d’infedeltà. O scavare nell’archivio di un vecchio cinema per anni, cercando una traccia paterna che porti conforto. O magari desiderare in segreto una ragazza in un bar, fino a scivolare in una delirante ossessione. O ancora, ascoltare la voce di un lago, in compagnia di un cane sbucato da chissà dove, per provare a colmare un’assenza. I modi per farsi del male, insomma, sono molti.
Questa raccolta di storie brevi non è un manuale di sopravvivenza, ma una carrellata di personaggi spezzati, tormentati dal passato, travolti dalla frustrazione. Tornano in queste pagine i temi già esplorati da Michele Orti Manara ne Il vizio di smettere (Racconti, 2018) e Consolazione (Rizzoli, 2022): il segreto, l’inquietudine per ciò che dovrebbe essere familiare, il male esperito nell’età dell’innocenza. Eppure, in ognuna di queste storie c’è sempre un portale su una dimensione altra, forse rimossa o forse fantastica, alla quale i personaggi cercano con tutte le loro forze di avere accesso per riuscire a restare a galla.

Giulio Perrone Editore, gennaio 2024
Raccolta di racconti, 213 pagine

Vincitore del Premio Settembrini 2024


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